mercoledì 4 agosto 2010

Questa città.


Questa è una orrenda città. Anzi, un orrendo paese. Della città ha i numeri. 62.000 abitanti, più o meno. Ma non gli altri numeri. E cioè metropolitane, cinema, teatri. Non c'è nemmeno una libreria. E non si può dire nemmeno che sia il 'mio' paese. Qui non ci sono nata, e nemmeno i miei genitori. Non è il mio paese d'adozione, perché le uniche persone che ancora frequento qui sono miei amici anche loro trasferiti qui dopo aver vissuto per anni da un'altra parte.
E quindi.
Quindi che cos'è questa nostalgia e questa facilità. Nostalgia quando ritorno, ma anche quando sono qui e passeggio senza meta (tanto la meta è la fine del corso principale, quella che da un'altra parte ancora si chiamerebbe 'vasca'). La facilità di stare a casa mia. Non mi importa come mi vesto, se sono truccata o meno, un po' perché non mi piace nessuna delle persone che incontro, un po' perché voglio non piacergli io. Un po' perché spero nemmeno mi vedano e si ricordino di me. Ma si ricordano. E nemmeno so perché.
Quando chiudono i negozi e l'aria tra i palazzi non è più sottile, mi sembra di essere solo io, ma poi mi scopro a essere contenta che il tabaccaio mi saluti per strada. So che è il mio tabaccaio. Non so da quanti anni lo vedo senza conoscerlo. Fa parte dell'arredo urbano, come tanti che non ho mai conosciuto che che ho visto crescere. Come le mie amiche delle elementari che portano i loro bambini dal pediatra che fa studio due piani sotto di me. Sono cresciute, parecchio direi, eppure nemmeno ci salutiamo. Questa è una strana città.

mercoledì 21 luglio 2010

Presentazione

Nemmeno una foto per ora della presentazione del libro.
C'erano tante persone, 40 pare, forse di più. E si dicevano cose che nemmeno io avevo mai scoperto delle mie storie. Funziona così allora. Scrivi per permettere ad altri di dire quello che sei.
Va bene anche questo, non è un male. si deve scrivere in silenzio e leggere ad alta voce.

mercoledì 7 luglio 2010

Le parole sono l'unico atto di resistenza veramente efficace.
Ed economico anche.
Funziona così quando conti tutto.

(Stai lontano dal tuo censore interno).

venerdì 16 aprile 2010


Sto bevendo il caffè in una tua tazzina.
Che male c'è a ricordare le cose così?
Ho il raffreddore e i rumori di dentro hanno un suono più forte di quelli che vengono da fuori. Mi fa intristire toccare quelle cose che fanno un suono o che emanano un odore che mi fa pensare a quei giorni.
Se l'amore è un odore, la tristezza è un suono.

lunedì 22 marzo 2010

Pezzi da mettere insieme

Stamattina è stata decisa la copertina. Ora aspetto che sia completa di titolo. Abbiamo tutto. O quasi.

giovedì 18 marzo 2010

work in progress