venerdì 3 giugno 2011

viaggio

La donna che sta facendo questo viaggio con sua madre è impaurita.
Una donna castana, esile con un piatto accento nella voce. è vero che col tempo ha cancellato le sue origini.
Una volta ha pensato che voleva scomparire - non morire, solo scomparire.
Lo pensa spesso
voglio scomparire
poi tutto torna come prima
piatti, cene, lavori, vicini di casa, e la chiave nella serratura, sempre la stessa da anni
voglio scomparire almeno un po'
si ripete
ma non scompare, al massimo dorme e le sembra già abbastanza
questa donna non sa se raccontare la sua storia in prima persona o se lasciarsi raccontare da un altro
che forse sa meglio di lei come stanno le cose

mercoledì 1 giugno 2011

Mentre


Sto scrivendo una storia in cui una donna accompagna sua madre in giro per le città che le ricordano il suo viaggio di nozze.
Nella storia questa donna di sessant'anni, solo un po' stanca, si è un po' irrigidita, come se il tempo le avesse impedito, piano piano, di rendersi conto delle cose che le stanno attorno. Cosce nude e bambini non le fanno più effetto. Una volta si infuriava per le minigonne e si inteneriva per i bambini.
ma adesso non più. eppure non è cattiva.

martedì 31 maggio 2011

30/60

Io non ti capisco.
Ma non dovevi annullare la scheda? Mi avevi detto che le tue amiche avevano scritto sulla scheda
Farabutti Ladri
Si
E allora?
E invece alla fine ho votato.
Spero che tu abbia votato almeno...
No ho votato quell'altro

Mi sono infuriata

Coscienza civile Guardare il telegiornale Pensare ai giovani

Ma ne vale la pena di litigare? Dice mia madre accusandomi
Ci siamo sedute a tavola per pranzo
Ho detto sottovoce, per farmi perdonare
scusa mamma è solo, che a me piace parlare
e abbiamo mangiato

in un giorno

Una mia amica ha lasciato il suo fidanzato (o è stata lasciata, ancora non so) e un'altra si è sposata da poco. Entrambe scrivono delle cose bellssime sui loro sentimenti e non riesco a credere di come per entrambe il tono di quello che scrivono sia vivo, pulsante e gioioso.
Dovrei trovare il centro di quello che sta succedendo.

giovedì 14 aprile 2011



Questa sono io vista da Desi mentre facciamo i laboratori di scrittura creativa a La Grande Fabbrica delle Parole.

Il laboratorio è fantastico, i bambini bravissimi!
Mi rendo conto con sempre maggiore consapevolezza di come l'infanzia, come intuì molti anni fa Flannery O'Connor, sia la vera ricchezza di ognuno di noi, il posto dal quale prendiamo sempre quando scriviamo.
Più si diventa grandi più è difficile trovare quel posto. Per alcuni si tratta di una stanza. Per altri di un pozzo profondo. Nel primo sarà difficile entrare, ma poi quando si è dentro il luogo diventa familiare. Per il pozzo è diverso. C'è chi ci entra e non riesce più a uscire. Uno tra questi, mi sembra ora che ci penso, è probabilmente Haruki Murakami. O forse sono io che quando leggo i suoi libri ho la sensazione di entrare nella parte più buia non della sua infanzia, ma della mia. Come se le sue visioni adulte avessero qualcosa a che fare con le mie visioni infantili.

martedì 22 marzo 2011

lettere

qui è arrivata la primavera. anche a milano, ci crederesti?
è tutto un aprire le finestre, un cercare di non percepire la sottile patina di polvere che c'è nell'aria, cercare di cucinare un piatto di pesce che assomigli a quello di casa, dormire e fare del riposo un bagaglio.

questi sono giorni buoni per sentirsi meglio, il clima, la luce, non c'è niente da dire.
la mattina il sole getta una lenza sotto la porta di casa. e con quella mi oriento e vado ad aprirla, perchè la nostra è una porta finestra. arrivo e la lenza diventa un bel fazzoletto tiepido e luminoso, che mi copre la faccia. vado a preparare il caffè con la sensazione che il buio del letto dal quale sono uscita farà fatica ad essere riscaldato e non è una bella sensazione. mi sento sconfitta per un po' fino a che tutta la casa non è piena di luce (abbiamo finestre su tre lati). ma poi mi tocca uscire e quel poco di sole che era entrato viene di nuovo chiuso fuori.

venerdì 25 febbraio 2011

Piccoli piaceri della vita

Oggi Il Fatto quotidiano era arricchito da un inserto di 8 pagine di cultura.
Questa cosa è avvenuta in quasi perfetta concomitanza con la mia permanenza per parecchie ore all'interno della Mondadori. Il motivo al momento è irrilevante.
La sensazione che ho nella Mondadori è di profonda frustrazione. Non riesco a trovare MAI quello che voglio e il motivo è che per la maggior parte delle volte non cerco libri che sono appena usciti. Alla mondadori i libri che sono appena usciti sono sempre in mezzo ai piedi e se cerchi altro devi avere grande pazienza, e comunque non basta. 'In mezzo ai piedi'mi sembra comunque una fastidiosa forma di pubblicità. La sensazione che ho in quel luogo è quella, sono immerersa in una grande pubblicità.
Quello che provo quando leggo -ormai sempre più raramente - le pagine di Repubblica di cultura.
In quelle otto paginette la sensazione più bella è che non fosse pubblicità. Tutto qui.